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Abbiamo iniziato nel 2014 a impiantare una piccola coltivazione di mirto per osservare il suo adattamento al nostro clima. Dati gli ottimi risultati, dal 2021 abbiamo ampliato la coltivazione portandolo a circa 100 piante.

La raccolta avviene tra fine novembre e i primi di gennaio. Il periodo migliore però è a dicembre, quando la bacca ha la pruina, una sorta di cera vegetale prodotta dalla bacca. Le bacche vengono raccolte esclusivamente a mano, una sola volta all’anno.

Una pianta di media grandezza, a piena produzione (quindi con almeno 10 anni di vita) e che cresce in un microclima fertile, può produrre circa 15-20 chili di bacche per raccolto, nel nostro caso la produzione è molto inferiore senza però perdere di qualità.

Le bacche raccolte devono essere lavorate subito, entro le 12 ore, per non perdere gusto, profumo e proprietà. Per questo motivo raccogliamo la mattina e di pomeriggio si puliscono le bacche dalle foglie per essere successivamente messe in alcool. Una volta raggiunto il giusto periodo di macerazione, si separa l’infuso dalle bacche, per pressarle con il torchio, in questo modo vengono recuperati l’alcool e tutti i sapori della bacca. Appena l’infuso e il pressato sono pronti, si mescolano insieme ad acqua e zucchero.

Mirto

A questo punto della lavorazione, la maggior parte delle aziende, soprattutto quelle industriali, usano filtrare il liquore.

Noi, invece, lo lasciamo riposare ancora un paio di settimane. In questo lasso di tempo, gli oli essenziali  vengono a galla naturalmente, per poi essere separati. Il mirto artigianale lavorato in questo modo, risulta essere molto più profumato, saporito e ricco.

Consigliamo di bere ad una temperatura da cantina: 15-20 gradi. Chiaramente consumandolo ghiacciato si ha la piacevolezza del fresco, ma allo stesso tempo si perdono tutti i profumi e gran parte del gusto. D’estate possiamo fare una piccola eccezione: si può “permettere” una temperatura da frigo…!

Sfatiamo un altro mito: non si deve usare il classico bicchiere da liquore, meglio quello da cognac.

La quantità “giusta” è pari a due dita: non si deve esagerare.